Ci sono centri storici con vicoli così stretti, come ad Acuto e a Fumone, dove le macchine proprio non riescono a passare. Poi ci sono centri storici con strade un po’ più larghe, dove le auto riescono a circolare. I primi fanno innamorare il turista per il loro fascino, ma spesso sono deserti. I secondi sono meno romantici, ma più vissuti, popolati da chi abita nel centro o arriva dalle zone limitrofe.
Il centro storico di Alatri è un compromesso interessante: alcune vie d’accesso sono più grandi, altre invece strette e suggestive. Il centro è carino, ma tutto ciò che circonda la rocca lascia un po' a desiderare in conseguenza dell'edificazione selvaggia degli anni 70-80.
Anche questa città custodisce qualche bella storia. Arrivo di sera e vado subito a vedere la famosa Acropoli del VI secolo a.C. con le sue maestose mura ciclopiche. Queste mura, fatte di enormi massi, sembrano uscite da una leggenda: si dice che siano state spostate da giganti... o quasi! Racchiudono un’area molto ampia, quasi due ettari, dove oggi si trovano la Cattedrale di San Paolo e il vescovado.
Ma la storia più intrigante è quella del Cristo nel labirinto, un affresco del 1200 nascosto con dell'intonaco bianco, scoperto quasi per caso pochi decenni fa in un antico chiostro francescano che era stato trasformato in carcere. La storia di questo carcere è molto interessante, realizzato nell'ottocento dallo stato Vaticano e rimasto operativo fino agli anni 60. Poi era stato utilizzato come magazzino dal comune e nel 1980 furono scoperti questi affreschi nascosti.
Particolare interessante: nel depliant che illustra la storia dell'affresco non viene fatta menzione della realizzazione del carcere. Forse ci si vergogna ancora oggi che un chiostro francescano possa essere trasformato in un carcere.
