Durante i primi giorni del viaggio, giorni piovosi e freddi, sono stato accolto dalla famiglia che gestisce l'agriturismo Cisogna. Laura in cucina, Giuseppe sui campi e Angela alla pubbliche relazioni, rappresentano un team straordinario.
L’agriturismo Cisogna è uno di quei posti dove ti senti subito a casa. Laura in cucina sa creare piatti che scaldano il cuore (e lo stomaco!), Giuseppe nei campi sa prendersi cura della terra e degli animali, e Angela, con il suo sorriso, ti fa sentire il benvenuto. Questi sono i luoghi dove l'autenticità delle persone fa la differenza, dove il tempo rallenta e ti godi le cose semplici. Con loro sono stato molto bene.
Dall'orto e dai recinti arriva una materia di prim'ordine che Laura trasforma in piatti straordinari, in un contesto di grande cordialità. Si alloggia in case di legno (altro che condomini anni 70!) naturalmente coibentati e straordinariamente accoglienti. Anche in umidissimi giorni di pioggia.
La cosa che più mi ha colpito è la caparbietà di Giuseppe, laureato in matematica, di reinventarsi allevatore, agricoltore e falegname per portare avanti l'agriturismo realizzato del padre. Giuseppe ha creato un progetto davvero interessante e innovativo nel suo agriturismo. L'integrazione tra biodiversità, agricoltura naturale senza l'uso di macchine e l'allevamento di animali è un modello che abbraccia i principi della sostenibilità. Il fatto che non utilizzi macchinari nemmeno per zappare la terra è significativo, perché dimostra una forte volontà di ridurre l'impatto ambientale e mantenere un sistema agricolo rigenerativo. Una bella scommessa, giocata con coraggio.
Negli orti dell'agriturismo non viene utilizzato nessun tipo di fertilizzante chimico né fitofarmaco, neanche sostanze comunemente accettate in agricoltura biologica come il solfato di rame o lo zolfo. Solo il compost naturalmente prodotto dagli animali e per proteggere le piante dalle malattie funginee e regolare il pH, impiega del bicarbonato di potassio.
Anche l'idea di avviare una CSA (Cooperativa di Acquisto Solidale) è una scelta perfettamente coerente con questa filosofia: creare un legame diretto tra chi produce e chi consuma, garantendo prodotti freschi, locali e biologici. La presenza di tanti animali diversi arricchisce ulteriormente il sistema, favorendo la fertilità del terreno grazie al compost naturale che viene prodotto. Un progetto che spero possa raccogliere il sostegno di tutti coloro che sono interessati all'agricoltura biologica e a modelli economici solidali.
Le sfide con la fauna locale, come le volpi e gli istrici per i polli e i cinghiali per le coltivazioni, non sono da sottovalutare. La necessità di recinzioni e l'abbattimento programmato dei cinghiali costituiscono un compromesso realistico per proteggere il lavoro svolto e preservare l'equilibrio tra le attività agricole e la fauna selvatica.
